Emiliano Bazzanella
Logica e tempo
Collana: skepsis, formato 145x230
pag.208 - 25,00 €
ISBN: 9788890339417
La logica e il tempo sono tradizionalmente considerati dei campi quantomeno eterogenei: la logica riguarda la sfera degli oggetti ideali e intemporali; il tempo, invece, costituisce la questione filosofica per antonomasia e si pone come quell'elemento paradossale che sembra sovvertire ogni nostra costruzione logica di senso. In questo saggio, Emiliano Bazzanella cerca di ritrovare qualche momento di significatività proprio nella cortocircuitazione di questi campi eterogenei; e così, passando attraverso Aristotele, Agostino, Kant, Husserl, Heidegger, Bergson, Ricoeur, Lacan, Sloterdijk nonché Gödel, Tarski e Prior evince nella struttura della temporalità qualcosa che si potrebbe definire un "taglio" o "punto di sutura" tra senso e non-senso, tra la dimensione del simbolico e il reale. Per l'autore, insomma, "il 'tempo' non esiste in sé, ma costituisce già una simbolizzazione che soltanto in seconda istanza si ‘finge' reale, ed è, per di più, una ‘finzione che non sa di essere tale'". Ciò significa che la logica non ha ancora risolto il suo rapporto problematico con il tempo, nonostante lo sviluppo delle cosiddette logiche paraconsistenti; e che non è ancora emerso quanto di filosoficamente logico insiste in maniera essenziale nella struttura più intima della temporalità. L'elemento logico-simbolico immanente nel tempo fa sì inoltre che quest'ultimo costituisca una struttura di senso storicamente e culturalmente determinata e che esso non possa essere in alcun modo dissociato dalla spazialità: la domanda allora che si pone l'autore concerne proprio il binomio spazio-tempo e il suo destino nell'epoca tardocapitalistica: che tempo è il "nostro" tempo? E che spazio è il "nostro" spazio? Al di là del carattere necessariamente tautologico di queste interrogazioni, ci accorgiamo che lo spazio "globalizzato" dell'economia contemporanea e il tempo "relativistico" dell'istante indifferente della scienza sono così penetrati nel nostro quotidiano, da crearci specifici disagi e patologie: "immerso in uno spazio e in un tempo infiniti, l'uomo tenta di eternizzarsi e di estendersi indeterminatamente, ma ciò facendo sottrae ‘carne' al proprio senso, diviene ancora più insensato abbandonandosi (…) all'inesistenza ansioso-depressiva".
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